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Consultazione popolare - Invervento dell'Associazione "L' Ancora"
Intervento del Presidente dell’Associazione “L’Ancora” Gian Carlo Fastame
La redazione de “Il ParcoInforma riceve e pubblica questo intervento contenente spunti per la riflessione indubbiamente meritevoli di un maggior approfondimento. Come già indicato nella precedente pagina, l’analisi e la critica anche di carattere politico effettuate dall’Associazione “L’Ancora” non possono che essere riferibili agli esponenti dell’Associazione. Il Presidente Bonanno ha espresso un particolare apprezzamento per le conclusioni dell’intervento.
Il risultato della consultazione popolare sul Parco non lascia spazio a dubbi: l’invito a votare no non è stato accolto ed è stato bocciato. L’invito è stato inviato per lettera ai cittadini, a loro spese (e sarebbe bene che la Corte dei Conti verificasse), da parte del Sindaco in prima persona, che ha sentito la necessità di esternare il suo pensiero non richiesto, anziché pensare ad amministrare una legittima consultazione che è costata 30.000 euro; se abbiamo capito bene il Parco-pensiero del sindaco è che la battaglia è stata persa ma che la guerra continua.
Il nostro pensiero è leggermente diverso: è stato giusto che i cittadini abbiano avuto la possibilità di esprimere il proprio parere, ora ben chiaro, e da adesso in poi occorre lavorare per avere un Parco Nazionale che promuova lo sviluppo economico e sociale dell’isola, e tutto questo può avvenire soltanto se le Istituzioni e gli Enti pubblici lavorano in sintonia, in piena collaborazione (come già sollecitato dal Presidente del Parco).
Oggi il Parco ne esce rafforzato, ma sarebbe un errore menar vanto ed inebriarsi di un risultato che è limitato ad un quesito non chiaro per tutti: non si è trattato di un avvallo del Parco tal quale, probabilmente si è trattato della valutazione di un falso problema, mentre i problemi veri sono ben altri. Non abbiamo dubbi, e lo abbiamo espresso prima della consultazione, che il Parco Nazionale è cosa buona, che può essere migliorato e che gli strumenti per collaborare ci sono e sono quelli previsti dalla Legge istitutiva del Parco.
Ora anche in Provincia si comincia a capire che la Comunità del Parco (oggi formalmente presieduta dal Sindaco, poi dimissionario da questo incarico) deve determinare le lineeguida e deve controllare la gestione del Presidente. Fino a ieri il Parco era uno “stipendificio” utilizzato e rinnegato. Noi riteniamo che i maddalenini siano in maggioranza coscienti che il Parco, gestito come fino ad oggi e con responsabilità condivise di chi lo ha boicottato, non ha portato i risultati attesi di sviluppo, e siamo convinti che prima della farfalla cinerina, prima del maiale-cinghialato, il primo essere del Parco da tutelare è l’uomo indigeno che ha conservato per due secoli il Parco e lo ha consegnato ad un Ente pubblico.
Facendo esperienza del passato, pensando principalmente al futuro, riteniamo che esistano almeno tre passaggi fondamentali in cui testare ed affermare una soluzione collaborativa tra Parco, Comune e Regione: - che si consideri la possibilità di riperimetrare il Parco, anche con l’ausilio di esperti, valutandone l’esclusione di S. Stefano e della Maddalena (almeno per l’area urbanizzata, come peraltro già presente nella perimetrazione europea SIC); - che si vari il Piano economico e sociale del Parco, coinvolgendo nell’elaborazione i cittadini e le categorie; - che si definiscano una volta per tutte le rispettive competenze, mettendo intorno ad una Conferenza di Servizi tutti gli Enti interessati.
Chi si sottrae ai suoi compiti, a questi compiti, non ha a cuore il futuro dell’isola.


