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Giorni di ordinaria censura


Quello che segue è il comunicato stampa divulgato a tutti gli organi di stampa locali - e quindi anche “La Nuova Sardegna” - domenica 30 novembre, giorno in cui l’Assessore provinciale all’Ambiente Pierfranco Zanchetta ha sferrato, sulle pagine del quotidiano sardo, un durissimo attacco al Presidente Bonanno ed alla sua gestione.
Ovviamente l’Ente Parco e il Presidente Bonanno hanno chiesto di pubblicare integralmente la replica, giacché il rischio di tagli e adeguamenti del pezzo che potessero stravolgerne il senso complessivo era estremamente elevato. Nessun pezzo è stato tuttavia pubblicato alla data di venerdì scorso da “La Nuova Sardegna”, negando quindi anche il diritto di replica.

E’ bizzarro l’assunto secondo cui [per il giornalista autore del pezzo, N.d.R.] la consultazione “servirà per tastare l’umore dei maddalenini verso l’ente, e soprattutto verso la gestione del Presidente Bonanno”. Ciò non solo non risponde al vero, ma soprattutto non trova alcun riscontro né nel quesito che viene posto né in quanto affermato dagli esponenti dell’amministrazione comunale né nel contenuto della missiva che è stata inviata alle famiglie maddalenine per spiegare le motivazioni della consultazione.

E’ ovvio che la consultazione, sulla quale peraltro l’amministrazione comunale non ha effettuato alcuna operazione di informazione – non ha – né può avere – niente a che fare con l’attuale gestione del Parco. Tale atteggiamento da parte degli organi di stampa peraltro non sorprende: in più occasioni il Presidente del Parco Giuseppe Bonanno ha affermato che la consultazione avrebbe potuto essere strumentalizzata (e peraltro di questo rischio già avevamo anticipato nel numero 17 de “Il ParcoInforma”, di circa un mese fa) proprio per esprimere un giudizio sull’attuale gestione. Le affermazioni dell’Assessore Zanchetta (“Non dobbiamo confendere l’importanza del parco con i mali della sua gestione”) denotano una caduta di stile da parte di chi – come in numerosi altri comunicati stampa abbiamo avuto modo di evidenziare – da molti mesi a questa parte dovrebbe svolgere un ruolo concreto proprio nell’attuale gestione e in particolare all’interno della Comunità del Parco, ovvero l’organo di consultazione che – proprio per la pretestuosa ostilità da parte di Comune, Provincia e Regione nei confronti dell’attuale sistema che regola le nomine in tutti gli enti Parco nazionali – non si riunisce a partire da quando Giuseppe Bonanno è stato nominato Presidente nel mese di maggio del 2007, rallentando notevolmente il lavoro dell’Ente. Il Presidente Bonanno ha rilasciato la seguente dichiarazione: «Nel camaleontico sistema a cui la politica ci sta abituando, questa volta Pierfranco Zanchetta ha dato prova di grande equilibrismo: uno dei maggiori fautori, negli ultimi due anni, di revisionismi sulle leggi istitutive dei Parco e quindi un probabile sostenitore di questa consultazione, adesso afferma che non andrà a votare, ritenendola forse inutile. L’Assessore dichiara nuovamente (come da un anno a questa parte) che è necessaria una nuova intesa, ben sapendo che le leggi quadro sono stabilite a livello nazionale e prevedono altro. L’Assessore è invitato con più umiltà a raccogliere le opportunità individuate dall’attuale legge, svolgendo effettivamente il suo ruolo di assessore e sedendosi con l’attuale gestione dell’Ente Parco ad un tavolo di confronto, peraltro richiesto più volte. Se l’Assessore avesse svolto il suo ruolo all’interno della Comunità del Parco, molti problemi avrebbero potuto essere risolti con maggiore velocità: il Piano per il Parco porrà rimedio ad alcuni problemi che restano in piedi, e ai quali solo con l’adozione del Piano per il Parco è possibile trovare una soluzione definitiva.

A fare proclami siamo bravi tutti; a entrare nel merito e risolvere le questioni spinose purtroppo sono bravi solo pochi. In merito al fatto che il sottoscritto “non sarebbe all’altezza”, posso solo dire che ho avuto la fortuna di accumulare una serie di competenze e professionalità che potrebbero essere invidiate anche da una persona molto più anziana di me. Se dall’alto delle sue competenze e della sua preparazione l’Assessore Zanchetta volesse suggerirci diversi metodi di gestione, non possiamo che ospitarlo volentieri presso l’Ente Parco in una riunione nella quale potremmo annotare tutte le soluzioni che avrà la bontà di volerci indicare.

Pertanto i politici locali sono invitati a scendere dal proprio piedistallo e a confrontarsi sui temi reali, perché se l’operazione è quella di gettare discredito sull’avversario semplicemente facendo illazioni senza alcuna argomentazione oggettiva, io li attendo e li sfido sul campo di ciò che è stato fatto in poco più di un anno dall’attuale gestione: risultati mai ottenuti in oltre dieci, neppure quando l’assessore Zanchetta aveva un ruolo (da “dirigente”, come affermato dagli organi di stampa) all’interno del Parco. »

Giova infine evidenziare che chiunque dovesse definire la consultazione “referendum consultivo” commetterebbe anche un grave errore che denoterebbe ignoranza in tema di diritto pubblico e amministrativo, giacché l’ordinamento giuridico italiano distingue nettamente tra i due istituti. Si chiede infine a tutti gli organi di stampa di riportare fedelmente quanto sopra riportato al fine di evitare operazione di speculazione politica che potrebbero turbare lo svolgimento della consultazione.