You are hereSatira consultiva - Campa Cavallo...
Satira consultiva - Campa Cavallo...
Sì, lo ammetto, sono un accanito lettore di "Ecoballe". Ho cercato a lungo di tenere celata la cosa come chi, spinto da un pruriginoso autolesionismo dell'informazione, non può fare a meno di dare quotidianamente un'occhiata alla prima pagina di "Libero", nella speranza di imbattersi in titoli sensazionali del tipo "Terroni maledetti!" o "Toghe mafiose!", ma per pudore non lo confida a nessuno. Per la stessa deformazione da rassegna stampa attendo con grande ansia l'uscita di ogni numero di "Ecoballe", sperando di leggervi titoloni tipo "Bonanno è un ladro!" o "Il Personale del Parco si droga!" magari con tanto di testimonianza fotografica del Presidente che si allontana trafelato dalla sede dell'Ente tenendo in braccio un monitor o una stampante.
Per la verità, fino ad oggi, ci siamo dovuti accontentare di scoop meno sensazionali ma comunque stuzzicanti: abbiamo così scoperto quanto guadagna il personale, che studi ha fatto e a che area politica appartiene (tutti di centro-sinistra a quanto pare). Per alcuni si è poi detto che sono poco intelligenti, che non hanno meriti, che sono incapaci, etc.
Numero dopo numero è iniziata a maturare in alcuni (me per primo) la convinzione secondo la quale il Parco andrebbe abolito non tanto in nome degli usi civici calpestati o di un quadro normativo inadeguato alle peculiarità del territorio, quanto per la scarsa qualità del personale: a partire dal Presidente fino all'ultimo dei collaboratori, passando per tutti quei dipendenti il cui unico titolo di accesso al loro posto di lavoro sembrerebbe quello di "essere simpatizzanti del P.D." (Lettera del Comitato per la Consultazione al Ministro Prestigiacomo del 11 giugno 2008).
Questo tipo di convinzione si rafforzava mano a mano che "Ecoballe" andava trasformandosi in un rotocalco rosa di pettegolezzi e curiosità sul personale dell'Ente. Tuttavia ho presto capito che tanta attenzione nei confronti di questi ragazzi non era affatto animata dall'avversione al lottizzato sistema del pubblico impiego quanto dal cristiano amore per il prossimo. C'è qualcuno, insomma, che si interessa a questi giovani, a quello che fanno, a quello che pensano e la cosa mi rallegra.
Mi rallegra il fatto che ci siano persone preoccupate del futuro lavorativo dei più e dei meno precari dell'isola. Per queste ragioni, in fondo, a Franco Vitiello io voglio molto bene, essendo egli, tra l'altro, uno dei lettori più fedeli de "IlParcoInforma", e forse con presunzione, anche se non ci conosciamo, immagino che lui ne voglia a me dal momento che sono tra i suoi lettori più accaniti .
Mi addolora che abbia travisato la spiritosa immagine del "Maggior Vitiello" in un auspicio di morte, sono cose che non si augurano a nessuno! Al contrario, gli auguro di campare tanto a lungo da vedere questo Parco estinto, sempre che il vero obbiettivo sia la cancellazione di questa a lui odiosa istituzione. Perché se, malauguratamente, la reale ragione di questa guerriglia dovesse rivelarsi - come ormai in molti sospettano - l'estinzione di chi in queste quattro mura si fa un cuore così, allora la tempistica dei decessi, vista la giovane età dei lavoratori del Parco, temo che giochi tutta a nostro vantaggio.


