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Ranger del Parco importante passo avanti verso l'istituzione del CTA
È stata siglata la bozza d’intesa tra l’Ente Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena e il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale della Regione Sardegna per l’istituzione del CTA (Coordinamento territoriale per l’ambiente), vero e proprio strumento di controllo e repressione degli illeciti ambientali. L’intesa, che sarà efficace dopo che sarà approvata dal Consiglio direttivo e dal Ministero dell’ambiente, prevede che presso l’Ente Parco sia dislocata, ai sensi dell’articolo 21 della Legge quadro sulle aree protette, la Stazione Forestale e di Vigilanza Ambientale de La Maddalena, che opererà con vincolo di dipendenza funzionale nell’ambito della programmazione annuale. La sottoscrizione della bozza è avvenuta al termine di un incontro tenutosi a La Maddalena al quale hanno partecipato il Presidente e il Direttore dell’Ente Parco, e i vertici del CFVA. Il CTA sarà preposto allo svolgimento dei compiti di sorveglianza e custodia del patrimonio naturale dell’area protetta e ad assicurare il rispetto del Regolamento e del Piano del parco, attualmente in fase di stesura, nonché delle Ordinanze dell’Ente Parco; l’Ente Parco sarà così assistito nell’espletamento delle attività necessaria alla conservazione ed alla valorizzazione del patrimonio naturale e nello svolgimento delle attività di conservazione connesse con le proprie finalità istitutive. Il Presidente del Parco Giuseppe Bonanno si è dichiarato estremamente soddisfatto per il fatto di essere ormai giunti ad un passo dall’istituzione del CTA, ringraziando l’amministrazione regionale e i dirigenti del CFVA e per la sensibilità dimostrata sull’argomento. Nel corso del 2007 e del 2008 il Presidente del Parco aveva richiesto alla precedente amministrazione regionale l’istituzione del Coordinamento Territoriale per l’Ambiente, per sensibilizzarla sulla problematica, ma le cinque missive inviate al Presidente della Regione e all’Assessore all’ambiente non avevano mai avuto alcun riscontro. Solo a partire dalla seconda metà del 2009, con nuove richieste ed un primo incontro con i dirigenti del CFVA, tenutosi nello scorso dicembre, la situazione si era sbloccata. La situazione che viene infatti a generarsi nei mesi estivi nel territorio del Parco, che per conformazione geografica permette l’accesso all’area da ogni direzione, ha da sempre richiesto un aumento della capacità di controllo e repressione degli illeciti ambientali. Dopo la definitiva approvazione dell’intesa il Parco potrà dunque disporre di un corpo di vigilanza da destinare a tale scopo; il personale del Parco addetto al monitoraggio, infatti, poiché non è investito di poteri di polizia giudiziaria, non ha la facoltà di elevare sanzioni ma solo di monitorare l’area del Parco segnalando alle Forze dell’ordine competenti l’esistenza di eventuali situazioni che potrebbero costituire danno o illecito ambientale o, comunque, la violazione delle vigenti norme, a prescindere dal livello giuridico dalle quali le stesse discendono.


