You are hereAmnesty International frazionista nella Staffetta sarda dell’UDI

Amnesty International frazionista nella Staffetta sarda dell’UDI


Ultima tappa della permanenza in terra sarda della staffetta dell’UDI è stata Olbia, che il 20 Agosto alle h 18.00, ha accolto l’anfora nella sede di Prospettiva Donna. Attendevano Franca Vargiu, la portastaffetta isolana,  alcune delle associazioni di volontariato cittadine: Prospettiva Donna, Amnesty International e Fidapa. A sostenere a distanza l’iniziativa, c’erano anche Genesi,  Emergency ed il servizio Affido Familiare.

L’evento è stata l’occasione per l’incontro di persone che quotidianamente, spesso all’ombra dell’anonimato, svolgono un importante servizio per quelle donne che, nate sotto un cielo sbagliato, sono prigioniere di realtà,  in cui il contatto fisico poco ha a che fare con le carezze.
Amnesty International dal 1961 è in prima linea per la difesa dei Diritti Umani ovunque nel mondo, senza distinzione di sesso,  colore della pelle,  religione o ideologia: laddove c’è un diritto violato, l’ONG, dopo un’attenta ed approfondita indagine sui singoli casi o vicende, interviene con l’arma pacifica delle firme degli attivisti e simpatizzanti.
Nel 2004 Amnesty International ha lanciato la campagna “Mai più violenza sulle donne”, che contempla, ad ampio spettro, la violenza domestica, la tratta, gli stupri nel corso di guerre, le mutilazioni genitali.  L’argomento non è di facile ed omogenea trattazione nelle varie latitudini del pianeta:  ci sono aree del mondo in cui i governi non hanno mai messo in agenda il problema ed altri che, pur mostrando un apparente interesse, non hanno, realmente, agito per la sua soluzione.

Non c’è periodo della storia né società che abbiano dimenticato di dedicare attenzioni sbagliate all’universo femminile. Amnesty International, pertanto,  chiede alle figure istituzionali, alle associazioni  ed ai privati cittadini di impegnarsi  per fare dei diritti umani una realtà per tutte le donne, ovunque nel tempo. Non si può aspettare di condannare, ma  prevenire qualunque tipo di violazione, per la quale devono necessariamente essere previste sanzioni. Poco importa quale sia il luogo o il momento del pericolo:  la minaccia arriva all’interno delle mura domestiche, sul posto di lavoro, nelle società evolute, durante i conflitti armati, e colpisce a qualunque età. Sulla base di tali premesse, i governi devono impegnarsi per rendere più forti le donne, favorendo l’indipendenza economica e la protezione dei loro diritti fondamentali mediante la ratifica universale dei trattati internazionali sui diritti umani. Alleati insostituibili sono gli uomini.
Per statuto gli attivisti di AI non possono occuparsi di vicende interne ai paesi in cui operano, per cui le volontarie del gruppo 279 di Olbia, dopo esserci associate al pensiero collettivo ideato con le altre associazioni,  hanno affidato all’anfora messaggi di voci lontane: i versi dell’autrice libanese Joumana Haddad hanno sottolineato come la superiorità che gli uomini credono di avere è solo una concessione delle donne; le parole dei genitori di una ragazza argentina violentata ed uccisa e quelle di una donna colombiana hanno evidenziato l’importanza dell’impegno di organizzazioni come AI nella difesa dei diritti.

I destinatari dell’appello più recente per cui sono state raccolte firme in Gallura sono i ministri della salute e della sicurezza del Sud Africa, affinché si occupino di quelle  donne che vivono negli angoli remoti delle regioni rurali ed  hanno contratto il virus dell’HIV in seguito a violenza. Per loro è stato chiesto che nelle aree provinciali prive di servizi sia stabilito un numero sufficiente di “centri designati”, per fornire alle vittime di stupro cure comprensive, tra cui il trattamento PEP (profilassi post-esposizione). A nessuna vittima dovrà essere negato l’accesso ai servizi sanitari perché non ha denunciato in anticipo la violenza subita alla polizia. Per tutte le vittime deve esserci la garanzia che gli altri ospedali e cliniche possano fornire informazioni sul centro più vicino presso il quale ricevere cure e trattamenti comprensivi.
Ognuna/o di noi può fare tanto, anche solo con una semplice firma.
Anna Grazia Russu - Amnesty International
Gruppo Italia 279 - Olbia

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