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Fauna marina, un protocollo tra le istituzioni locali per la tutela e il recupero
Si è svolto alla fine del mese di marzo un incontro con le Forze dell’ordine e le istituzioni del territorio*, organizzato dall’Ufficio ambiente dell’Ente Parco, avente ad oggetto le attività del Parco Nazionale per il recupero e la cura della fauna marina in difficoltà nell'ambito della relativa Rete regionale conservazione mammiferi e tartarughe marine.
Proficuo l’incontro, nel corso del quale è stata effettuata una breve presentazione – a cura della società Naturalia, che supporta l’Ufficio ambiente del Parco in tali attività – sono stati informati i presenti con la divulgazione di indicazioni per un giusto comportamento in caso di avvistamento di fauna marina in difficoltà e sono state infine illustrate l’organizzazione del servizio di recupero e le azioni di comunicazione e sensibilizzazione che saranno realizzate nelle prossime settimane.
Il Coordinatore del Parco Bruno Paliaga ha presenziato l’incontro, al quale hanno partecipato anche due membri del Consiglio direttivo, Pier Mario Manconi e Danilo Pisu, ricordando l’importanza della Rete regionale, avviata nel 2001 allo scopo di fornire una protezione adeguata alle tartarughe marine, animali protetti dalla Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione (denominata in sigla CITES: Convention on International Trade of Endangered Species). La Rete regionale, che serve soprattutto a coordinare efficacemente le aree protette e gli altri soggetti che operano in ambito marino con la definizione di standard comuni per il monitoraggio e il recupero delle tartarughe marine, gode allo stato attuale di buona salute: ciò grazie non solo alle attività promosse a livello regionale e dalle singole aree, ma anche all’adozione di un protocollo nazionale ben definito.
Oltre che alle tartarughe marine le attività della Rete regionale e del Parco Nazionale si estendono anche ai cetacei: proprio per valorizzare tale aspetto, relativo più ad attività di ricerca scientifica e di continua raccolta di dati, il Parco coopera da anni col CTS per la gestione del Centro Ricerca Delfini, creando un’ulteriore mano operativa che consente un costante monitoraggio, la fotoidentificazione e la mappatura della popolazione di animali residente nell’Arcipelago.
L’Ufficio ambiente del Parco ha voluto ricordare infine proprio l’importanza della collaborazione tra il Parco e tutte le istituzioni presenti sul territorio, dagli enti locali (all’incontro era presente anche il Comune di La Maddalena) alle Forze dell’ordine, con alcune delle quali già esiste un ottimo rapporto proprio in virtù del loro coinvolgimento anche nei recenti casi di recupero di animali in difficoltà.
Il prossimo impegno sul tema dell’Ente Parco riguarderà, proprio per dare la massima diffusione alle informazioni divulgate nel corso dell’incontro, la realizzazione di una brochure ed altro materiale informativo in modo tale da sensibilizzarae i pescatori, i diportisti, la popolazione locale e i turisti.
Cosa fare in caso di avvistamento?
Chi chiamare o come comportarsi in caso di avvistamento di un animale marino (tartaruga marina, delfino, stenella, etc.) in difficoltà o spiaggiato? Innanzitutto è importante evitare di interferire col comportamento dell’animale e di toccarlo a mani nude, mentre è necessario contattare il numero di telefono 347.1848689 oppure i numeri 0789 790211/790218 del Parco Nazionale, in modo tale da poter consentire un tempestivo intervento; in subordine è possibile chiamare anche i numeri di telefono 1515 del Corpo Forestale regionale e 1530 della Capitaneria di Porto.


