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Squali elefante, balenottere & co: l’Arcipelago invaso dalla fauna marina


In questi giorni un gran numero di cetacei e grandi pesci, come gli squali elefante avvistati nella seconda metà di febbraio a Barrettini e a Tavolara, sta frequentando le acque dell’Arcipelago.

Infatti nel periodo tra febbraio e aprile l’area dell’Arcipelago di La Maddalena e quella delle Bocche di Bonifacio sono particolarmente ricche di nutrimento (fitoplancton e zooplancton) di cui tali specie si cibano; è proprio per tale ragione che durante queste settimane e nelle prossime sarà alquanto probabile che si registrino, com’è avvenuto soprattutto negli ultimi anni, numerosi avvistamenti in tutta la Sardegna.
Già numerosi sono stati gli avvistamenti di esemplari di balenottera comune (Balaenoptera physalus), mentre persino a Cala Gavetta ha fatto la sua comparsa un branco di delfini (Tursiops truncatus), che frequentano abitualmente l’Arcipelago in ogni statione.
Gli impegni del personale del Parco addetto al monitoraggio si stanno susseguendo, sovrapponendosi anche alle altre attività di monitoraggio dell’avifauna e, in particolare, del marangone dal ciuffo, come l’Ente Parco aveva comunicato pochi giorni fa [l’articolo sul monitoraggio dell'avifauna è a pagina 7].
Lunedì 22 febbraio, invece, mentre il Presidente dell’Ente Parco e altri collaboratori erano diretti in Corsica per una riunione con l’Office de l’Environnement de la Corse, sono stati avvistati addirittura tre esemplari di balenottera nelle Bocche di Bonifacio, con rotta verso le isole dell’Arcipelago.
Il fatto che all’interno dell’Arcipelago siano state avvistate due specie di animali marini che hanno un’alimentazione simile e compiono significativi spostamenti in funzione della disponibilità di cibo, significa che senza dubbio c’è una grande quantità di plancton nell’Arcipelago di La Maddalena e nella vasta area delle Bocche di Bonifacio.
Sempre nel mese di febbraio il personale del Parco e del CTS (ricordiamo infatti che a Caprera il Centro Ricerca Delfini è gestito dal CTS in collaborazione con l’Ente Parco) è stato impegnato a Baia Sardinia in un’operazione di recupero di una stenella striata (Stenella coeruleoalba), un tipo delfino che di norma è più frequente in mare aperto, dal corpo snello e slanciato, che nell’adulto può arrivare a misurare poco più di due metri. La principale caratteristica distintiva della stenella è la presenza ai lati del corpo di evidenti linee di demarcazione, che separano nettamente il dorso di colore scuro e i fianchi grigio chiaro dal ventre bianco o rosato.
Il monitoraggio della stenella non è andato a buon fine a causa della violazione del protocollo da parte di estranei che hanno prelevato l’animale, nonostante fosse stato programmato lo svolgimento di appositi turni.