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Dal CTS nazionale un appello per includere gli squali elefanti tra le specie protette
L’avvistamento di un ampio numero di cetacei e grandi pesci è stata l’occasione, per i vertici nazionali del CTS, per lanciare un appello al Ministro dell’ambiente: «E’ questa l’occasione giusta - dicono al CTS - per lanciare un appello ad una maggiore attenzione nei confronti di questa specie considerata ad alto rischio di estinzione ed inclusa nella convenzione di Barcellona, nella convenzione di Washington (CITES) oltre che nelle specie a rischio della IUCN (International Union for Conservation of Nature). »
L’appello del CTS si unisce a quello di Shark Alliance, di cui è membro, che in una lettera indirizzata in questi giorni al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Stefania Prestigiacomo, auspica pieno supporto dell’Italia all’inserimento di quattro specie di squali nell’Appendice II della Convenzione sul commercio internazionale delle specie in pericolo (lo spinarolo, lo smeriglio, il longimano, lo squalo martello smerlato) alla Conferenza delle Parti che si terrà a Doha il mese prossimo.
«Un atto essenziale - commentano dal Cts - per garantire un commercio internazionale a livelli sostenibili, fondamentale per migliorare la raccolta di dati sulla natura e l'estensione della pesca e del commercio». Inferiore nelle dimensioni solo allo squalo balena, lo squalo elefante e' una creatura che puo' raggiungere dimensioni notevoli (l’adulto raggiunge normalmente i 10 metri di lunghezza).
Per poter mangiare a sufficienza e' costretto a nuotare tenendo la bocca sempre aperta. Spesso viene avvistato in prossimita' della riva, sale frequentemente in superficie ed ha un'alta tolleranza alla presenza umana: per questo motivo costituisce un regolare bersaglio della pesca accidentale. F.I.


