You are hereCampagna "Immagini amiche delle donne" - Lettera di Elena Morando
Campagna "Immagini amiche delle donne" - Lettera di Elena Morando
Buongiorno!
Mi chiamo Elena Morando e sono una scrittrice e regista; accolgo la proposta del gruppo UDI di La Maddalena di presentare il mio lavoro all'interno di questo spazio che il Parco mette a disposizione; mi sembra una bellissima iniziativa che può dare voce a tante donne che vivono in luoghi anche lontani tra di loro e che possono narrare i loro percorsi professionali e dare voce alla loro personale esperienza. Apro con piacere questa rubrica raccontando la mia: sono gallurese e ho frequentato a La Maddalena il Liceo Classico Giuseppe Garibaldi; sembrerà strano ma il liceo ha rappresentato per me un primo passo importante verso ciò che volevo fare, perchè principalmente io scrivo e tutto ciò che poi nasce è una conseguenza della scrittura, una rappresentazione della parola che mette in forma delle visioni e delle narrazioni. La scrittura per me risponde ad un alfabeto ben preciso che è necessario apprendere, memorizzare, interiorizzare a livello profondo; per fare questo ci vuole esercizio e conoscenza non solamente talento, e l'esercizio e la conoscenza si formano a scuola oppure da soli se si è capaci di disciplina e costanza (in pochi ne sono capaci ed è molto faticoso) io personalmente ho visto depositare dentro di me nozioni anche noiosissime che ho appreso al Liceo (grammatica latina e greca, autori classici, mitologia, i Promessi Sposi, etc...etc..) in occasioni per avere più parole per esprimere ciò che volevo dire e in luoghi dove passeggiare con la fantasia. Poi è venuto il resto; gli incontri, l'università, nuove città ma il mio alfabeto era già pronto per essere trasformato, modulato, fatto a pezzi e ricomposto, in ascolto delle visoni e delle narrazioni che mi si presentavano. Scrivere per me è come piantare un orto, senza sapere che genere di piante nasceranno dai semini che ho in mano; e in questo mio piantare e preparare la terra c'è la stessa precisione di una contadina, lo stesso amore e costanza di compiere ogni giorno gesti uguali, scavare, annaffiare, ricoprire, potare, sdradicare. Per me scrivere è un atto generativo, non a partire da delle supposizioni, desideri o suggestioni ma dalla concretezza di un alfabeto: i semini per fare un orto appunto.
La scrittura poi mi porta a spasso, mi porta in luoghi che non avrei mai pensato di visitare; il cinema ad esempio, dove sono arrivata grazie al Premio Solinas che ho vinto con la Borsa di studio Claudia Sbarigia 2009 - sezione Storie per il Cinema; per storie che narrano l'universo femminile e con il premio AVISA 2008 dell'Isituto ISRE di Nuoro; per la storia “L'Evidente Armonia delle Cose” (il film è ora in preparazione e verrà girato in gran parte alla La Maddalena nel mese di giugno) ma mi porta anche dai bambini, dai ragazzi e dagli adulti con il teatro. Una bella esperienza ad esempio è stata la creazione dello spettacolo teatrale “A che servono le scarpe se ho ali per volare- omaggio a Frida Kalho” che ho condotto e portato in scena con la collaborazione dell'Udi di La Maddalena e con dieci bambini e adolescenti che hanno seguito con passione i lavori.
Vorrei poi brevemente, con questa mia presentazione, esprimere quanto io mi senta vicina a tutte le donne che pur conoscendo un alfabeto non possono esprimere e glorificare il loro talento (è una religione è una cosa sacra...) per il solo fatto di appartenere ad un genere (per motivi famigliari, culturali, politici, religiosi); è la cosa peggiore che possa succedere ad un individuo quando è l'unica cosa che si sa, si può e si deve fare, e rivolgere un invito a tutti per fare in modo che questo non accada; ognuno con i propri mezzi e saperi.


