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Biodiversità, il 2010 è l’anno delle riflessioni e delle decisioni
All’opinione pubblica ed alla gente spesso sfugge l’importanza della “biodiversità”, un concetto dall’alto valore scientifico ma talvolta ignorato. Col termine “biodiversità” si usa indicare, nel linguaggio scientifico, la coesistenza in un medesimo ecosistema di differenti specie vegetali e animali, tale da assicurare un equilibrio dinamico nel tempo attraverso una fitta rete di relazioni interne, ossia la stabilità delle interazioni tra tali specie e l’ambiente circostante; in termini più semplici, per biodiversità si intende l’insieme di tutte le forme di vita - siano esse animali o vegetali - geneticamente dissimili presenti sulla terra e degli ecosistemi correlati a tali organismi.
Il 2010 è l'anno internazionale della biodiversità.
La biodiversità (definita anche diversità biologica o biovarietà) viene considerata non solo in riferimento al fatto che un organismo appartiene ad una diversa specie, ma anche in rapporto alla diversità del patrimonio genetico di organismi della stessa specie e alla diversità degli ecosistemi. Esistono vari motivi per mantenere un elevato livello biodiversità. La perdita di una specie, di una sottospecie o di una varietà comporta infatti un danno: ecologico, perché un ecosistema potrebbe subire un grave danno dalla sua scomparsa; culturale, perché si perdono le conoscenze umane legate alla biodiversità; economico, perché riduce le risorse genetiche potenziali.
La perdita di biodiversità si percepisce quando vengono elencati alcuni dati, come per esempio il fatto che tra il 1970 e il 2000 la popolazione delle specie animali e vegetali nel mondo si è ridotta del 40%; secondo gli ultimi dati disponibili sono 16 119 le specie a rischio di estinzione, un dato che parrebbe essere sottostimato giacché solo meno del 3% dei quasi due milioni di specie presenti nel mondo è stato incluso nella Red List della I.U.C.N., che classifica le specie animali e vegetali a seconda del grado di rischio di estinzione.
Un Parco nazionale deve far proprio un simile concetto alla luce dell’altissimo valore ambientale che esso racchiude, divulgandone il più possibile tutti i significati. In certe fasi storiche infatti la biodiversità ha significato che alcune caratteristiche delle specie animali e vegetali, talvolta neppure visibili dall’uomo, e riconducibili appunto al concetto di biodiversità, hanno consentito la sopravvivenza di intere specie e il mantenimento di un equilibrio tra queste e l’ambiente, in modo tale che nel futuro fosse garantita la loro esistenza.
La Sardegna è una regione straordinariamente ricca sotto il punto di vista della biodiversità, con circa 2500 specie vegetali censite (su poco più di 5000/6000 in Italia ), ed una situazione analogia si registra per anfibi, rettili. uccelli mammiferi. La condizione insulare ha favorito la selezione e l’evoluzione di forme biololoche uniche e rare o di interesse fito e zoogeografico: uno scenario, querllo sardo, nel quale le aree protette hanno un fondamentale ruolo strategico.


