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Dal vento sospinti o piegati?
È sufficiente creare nuove strutture turistiche per parlare di riconversione economica e sociale? Noi cittadini vogliamo crederci e sperarci, nella ferma convinzione che questo territorio meriti di essere valorizzato e riqualificato, strizzando l’occhio all’ecosostenibilità e al turismo destagionalizzato; inoltre, crediamo che sia d’obbligo garantire alla popolazione locale e al pubblico in generale, una gestione non selettiva e un accesso il più possibile pubblico alle strutture rimodernate e pronte per essere utilizzate come vetrina permanente dell’Arcipelago di La Maddalena.
Ma come in ogni grande trasformazione territoriale che si rispetti, quello da cui non si deve prescindere è la storia, la tradizione, la considerazione del passato.
Chiunque deve sapere da dove viene per sapere dove vuole andare, quindi conoscere la storia dell’Arsenale militare, con il lavoro e la fatica di tanti operai che qui hanno lavorato dal 1895 a pochi anni or sono; deve essere il punto di partenza per guardare con umiltà al passato e, sulle sue radici, ammettere il cambiamento e desiderare che questo sia davvero produttivo.
Su questo le istituzioni locali devono insistere perché non possiamo ammettere “una colonizzazione”, ma dobbiamo instaurare una proficua negoziazione con chi investirà nell’Arcipelago di La Maddalena, perché il successo di questa grande operazione dipenderà dall’interazione tra tutte le istituzioni coinvolte a cominciare da quelle locali.
Mai come oggi il Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, recentemente incrementato nel personale a sua disposizione, deve esprimere solidarietà alla popolazione locale, cercando di rassicurarla sul fatto che il Parco ha già avviato una proficua discussione con la Protezione Civile.
Ci auguriamo che questa struttura, ora in mano ai sardi così come ha dichiarato il Presidente della Regione, Ugo Cappellacci, resti davvero in mano a chi in questo territorio vive e lavora, fa figli e spende il proprio tempo affinché lo splendore delle sue coste e del suo mare sia sempre integro e sano. Noi vogliamo esserci, vogliamo essere coinvolti perché riteniamo di essere custodi di un sapere che non può e non deve essere ignorato e perché non possiamo essere sempre semplici spettatori.
Sicuramente abbiamo da imparare, come tutti del resto: chi non impara nel confronto con il prossimo? Proprio questo deve diventare l’ex-Arsenale Militare: un terreno di scambio tra chi è dentro e chi è fuori, tra chi vuole veder garantito il proprio futuro ancora e ancora su quest’isola e chi in questo Arcipelago vuole provare ad investire, perché lo spirito che ci accomuna deve essere lo stesso: rilanciare l’economia territoriale, creare posti di lavoro, istruire le professionalità locali e accogliere quelle che del luogo non sono, ma in un costante regime di scambio e negoziazione che produca forza, energia e futuro.
Sapere che la Louis Vuitton World Series, circuito di regate internazionali con i campioni della grande vela, approderà a La Maddalena in quello che sarà, a detta di Vincenzo Onorato: “il porto più grande e attrezzato nel mondo della vela” , è davvero entusiasmante.
Lo spirito di tutti noi ne gioverà con una scossa che viene dal profondo, viene da quel sangue misto a sale che è dentro di noi che in questa terra viviamo... ed è dentro a chi, tra noi, da ragazzo le barche a motore nemmeno le aveva mai viste ed è dentro a quelle donne che ora non debbono più sentirsi uccelli del malaugurio se mettono piede su una barca per assaporare il gusto di un sapere che sapeva di proibito e che oggi è solo sinonimo di libertà ed avventura.
Quelle vele ora realizzate in leggerissimo carbonio sono dentro di noi e sono anche il frutto del nostro lavoro e della tradizione marinaresca, dei saperi legati alle pratiche di mare che mai come nell’ex-Arsenale militare e nelle coste di La Maddalena hanno potuto essere tramandati, esplorati, affinati.
E’ per questo motivo che la popolazione locale ha davvero qualcosa da dare, ed ecco perché le nostre professionalità devono essere messe al servizio di questo prossimo futuro e sono degne di essere prese in considerazione, in quanto preziose e ricche, cariche di esperienze vissute sulla propria pelle e che hanno il desiderio di farsi conoscere e di trasmettere il proprio sapere, ma anche di apprendere ancora nuove cose dall’esterno.


