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Lotta alle specie invasive, l’Unione Europea studia interventi efficaci
Alla fine del 2008 la Commissione Europea ha pubblicato, in una sua comunicazione ufficiale, un elenco di possibili contromisure da intraprendere nella lotta contro l’avanzamento delle specie invasive nel Vecchio Continente; si tratta di un intervento, in piena sintonia con gli altri indirizzi in materia assunti dall’Unione Europea, che ha come principale obiettivo quello di stimolare sforzi congiunti da parte delle istituzioni comunitarie e i suoi Stati membri.
La diffusione delle specie invasive costituisce infatti uno dei principali rischi per il mantenimento del livello di biodiversità del pianeta, al pari dei cambiamenti climatici, il mutamento degli habitat, il sovrasfruttamento delle risorse naturali e l’inquinamento. L’incremento delle specie invasive, la cui causa è da individuarsi principalmente negli elevati flussi della mobilità e degli scambi commerciali, può causare l’estinzione di molte specie autoctone all’interno e al di fuori dei confini dell’Europa, con possibili conseguenze negative sul benessere dell’uomo, la produzione agricola e la salute.
Secondo recenti ricerche in Europa sarebbero presenti oltre centomila specie non autoctone e secondo successive stime almeno il 10-15% di esse causerebbe un impatto economico o ecologico negativo, per un ammontare superiore ai 12 miliardi di euro. Allo stato attuale non esiste una efficace rete di coordinamento europea per far fronte all’aumento delle specie invasive: le misure previste risulterebbero infatti ancora troppo frammentate e non omogenee, e quindi non sufficienti a rappresentare una valida risposta al problema.


