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Lettera aperta ai candidati alle prossime elezioni regionali
Il Presidente del Parco Giuseppe Bonanno chiede a tutti i candidati un impegno per il Parco di La Maddalena e l’intero sistema delle aree protette in Sardegna e per una fattiva collaborazione futura.
Col fallimento – riconosciuto anche da tutti i quotidiani sardi – della recente consultazione popolare proposta per chiedere il pronunciamento della cittadinanza di La Maddalena sulla Legge istitutiva dell’Ente Parco, si è recentemente concluso un ciclo di aggressione contro il Parco che ha avuto spesso accenti aspri e al limite della denigrazione nei confronti del Presidente del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena e del suo Consiglio direttivo.
Una rapida analisi della consultazione – che ha registrato appena il 10% di affluenza e della quale l’Ente Parco ha più volte pubblicamente sostenuto l’inutilità – fa chiaramente comprendere come, in questo particolare momento di crisi economico-sociale, e soprattutto in vista dello svolgimento nel territorio del Parco del Grande Evento denominato “G8”, la popolazione sia molto più attenta ai risultati dell’azione amministrativa che alle polemiche strumentali; ne scaturisce quindi – come in qualità di Presidente del Parco ho da sempre sostenuto – la necessità della massima collaborazione tra tutti gli enti pubblici che insistono sul territorio e, in particolare, della ricostituzione della Comunità del Parco, ovvero il fondamentale organo che rappresenta la collettività del Comune di La Maddalena e gli altri enti locali all’interno dell’Ente Parco.
Una fattiva collaborazione tra il Consiglio Direttivo e il Presidente da un lato e la Comunità del Parco dall’altro consentirà, mediante la nomina dei vacanti membri del Consiglio direttivo, di affidare alla collettività di La Maddalena un ruolo ancor più rilevante nella gestione dell’Ente Parco. Poiché la Comunità del Parco è altresì un organo consultivo, il cui parere è obbligatorio per l’approvazione del Bilancio di previsione 2009 e a cui carico è l’individuazione delle linee guida per il Piano Pluriennale Economico e Sociale, non posso esimermi dall’invitare tutti i candidati alla Presidenza della Regione a richiedere, dopo che la nuova giunta regionale si sarà insediata, la convocazione di tale organo.
In passato si è già verificato che alcuni politici, potenziali partecipanti alla Comunità del Parco, abbiano affidato alla stampa i propri giudizi negativi sull’attuale gestione dell’Ente – laddove essi stessi avrebbero già dovuto avere, da oltre un anno, un ruolo fattivo e concreto all’interno dell’Ente stesso e quindi fornire stimoli e proposte concrete – denotando una scarsa consapevolezza dell’importanza del ruolo di tale organo, in riferimento alla Legge 6 dicembre 1991, n. 391, nonché un comportamento politicamente scorretto. Sarebbe stato infatti più opportuno, come ho già avuto modo di sostenere, che le preoccupazioni degli amministratori degli enti locali facenti parte della Comunità del Parco, inerenti ad esempio lo stato di conservazione di determinate aree, fossero più opportunamente esternate nelle sedi istituzionali preposte, ovvero nell’ambito delle riunioni di tale fondamentale organo, al fine di recepirle formalmente o attivare gli iter burocratici e gli strumenti necessari.
A tutti i candidati alle prossime elezioni regionali chiedo, inoltre, di prendere in considerazione un’altra necessità del Parco: ho infatti più volte inoltrato – alla Presidenza della Regione Sardegna e all’Assessorato alla Difesa dell’Ambiente – specifica richiesta di istituzione del “Coordinamento Territoriale per l’Ambiente”, un apposito distaccamento del Corpo Forestale di Vigilanza Ambientale che consentirebbe, in quanto formalmente alle dipendenze dell’Ente Parco, di svolgere effettivamente ed efficacemente la vigilanza sulle aree più sensibili del territorio del Parco. In passato, purtroppo, nessun riscontro è pervenuto in merito, sebbene io abbia cercato di stimolare anche negli altri enti locali un sereno confronto in merito a tale tematica. Non posso quindi non chiedere a tutti i candidati, a qualsiasi livello, che tra gli atti più urgenti da adottare prima dell’inizio della nuova stagione estiva sia compresa la conclusione del percorso di istituzione del Coordinamento Territoriale per l’Ambiente.
Fino a quando non saranno completate le procedure per l’istituzione del suddetto Coordinamento, che consentirebbe all’Ente Parco di far rispettare le misure di salvaguardia previste dal D.P.R. 17 maggio 1996, nonché gli strumenti regolamentari che saranno adottati nell’imminente futuro visto l’avanzamento dell’iter di predisposizione del Piano per il Parco, vista l’attuale assenza di un coordinamento funzionale tra l’Ente Parco e il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale della Regione Sardegna, continuerò a ribadire pubblicamente l’urgenza di addivenire ad una positiva risoluzione della questione anche al fine di garantire effettività alla sorveglianza e alla tutela dell’area protetta.
Non è da trascurare peraltro la possibilità di affiancare a tale organo di vigilanza un corpo ausiliario –dedicato al controllo, al monitoraggio e all’assistenza ai turisti – costituito dai “Guardiaparco”: esso dovrebbe infatti essere istituito in accordo con la Regione Sardegna ed affidato alle dipendenze funzionali dell’Ente Parco. In tal modo verrebbe fornita una ulteriore e concreta risposta da parte di entrambi gli enti alle necessità di ricollocamento di parte degli ex dipendenti della Base Americana.
Chiedo infine il riconoscimento del patrimonio naturalistico e culturale del Parco, quasi interamente ricompreso all’interno di un Sito di Importanza Comunitaria, che vede l’isola di Caprera quale inestimabile monumento storico-paesaggistico; tali risorse devono essere tutelate e allo stesso tempo valorizzate, mediante l’individuazione, in appositi tavoli di coordinamento, di idee e strategie comuni e condivise. Proprio sulla scia della valorizzazione delle risorse ambientali della Sardegna s’innesta la necessità della promozione, in alcune aree già potenzialmente vocate a tale ruolo, come il Parco dell’Arcipelago di La Maddalena, di un turismo ecosostenibile, ecocompatibile e destagionalizzato.
Ritengo che in Sardegna sia indispensabile aprire una nuova fase di rilancio nell’ambito della politiche del sistema delle aree protette, la quale possa permettere un effettivo ed efficace dialogo tra le varie aree protette da una parte ed il governo regionale dall’altra e, come in parte già sta avvenendo per le aree del Nord Sardegna, la predisposizione e la proposizione di progetti comunitari.
D’altra parte sono sempre più convinto del fatto che solo con un più stretto rapporto e la collaborazione tra tutti gli enti locali, il Parco e il mondo imprenditoriale sensibile alle tematiche ambientali, sia possibile porre rimedio alla politica dell’esclusione che il Parco di La Maddalena ha dovuto subire fino ad oggi e contribuire allo sviluppo di questa area oltre i confini del Parco stesso.


